Il primo giorno in un nuovo ufficio, in un corso serale o in un gruppo di volontariato, nessuno sa bene cosa dire. Queste venti domande rompono il ghiaccio senza essere invadenti. Si parla di viaggi, di cibo che ricorda casa, della domenica ideale, della squadra del cuore e della città italiana dove si vorrebbe vivere. Ognuno può rispondere in poche parole o raccontare una storia intera, e spesso da una risposta nasce una conversazione che continua alla macchinetta del caffè.
Quando usarla
Nelle riunioni di inizio progetto, quando il gruppo di lavoro si incontra per la prima volta.
Nelle classi del primo anno di scuola superiore o università, per conoscere i compagni.
Nei primi appuntamenti, quando la conversazione stenta a decollare.
Idee
- Ognuno gira una volta e risponde. Poi può fare la stessa domanda a un'altra persona a sua scelta.
- Nei gruppi grandi, dividete i partecipanti in coppie con il generatore di squadre e fate girare a ogni coppia tre domande.
- Usate la domanda sulla città italiana dove vivere come punto di partenza per raccontare la propria città d'origine.
- Scrivete le risposte su un cartellone, così il gruppo ricorderà meglio chi è chi.
Varianti
- La modalità predefinita «Nessuna ripetizione finché non escono tutti» evita domande ripetute nella stessa sessione.
- Per i team di lavoro, aggiungete domande professionali come «Qual è lo strumento di lavoro a cui non potresti mai rinunciare?».
- Per gli studenti, inserite domande sulla scuola, come la materia preferita alle medie.
Consigli
- Date a tutti il diritto di passare se una domanda li mette a disagio.
- Tenete un ritmo veloce, un minuto per risposta, così nessuno si annoia.
- In videochiamata, condividete lo schermo e mostrate la ruota con «Schermo intero».
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